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Restauratori, avviare i corsi per il 2010/2111

27 Febbraio 2010
Categoria: Beni culturali

Ho sottoscritto un’interrogazione con il deputato Massimo Vannucci, al Ministro dell’istruzione, dell’università perché emetta il previsto , con la nuova tabella per l’offerta formativa per le discipline del restauro, al fine di consentire l’avvio dei nuovi corsi nell’anno accademico 2010-2011.

Chiediamo, inoltre, di assumere le iniziative necessarie affinchè i laureati delle università di Urbino, Palermo e Torino in tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali ed in conservazione e restauro del patrimonio storico-artistico venga previsto il riconoscimento automatico del titolo di restauratore.

Atto Camera
Interrogazione a risposta in Commissione 5-02469 presentata da
MASSIMO VANNUCCI, RUSSO ANTONINO giovedì 11 febbraio 2010, seduta n.282

VANNUCCI. – RUSSO ANTONINO

Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che: le università di Urbino, Palermo e Torino hanno attivato anni fa il corso di laurea in tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali (classe 41) e, successivamente, il corso di laurea specialistica in conservazione e restauro del patrimonio storico-artistico (classe 12/S); i due corsi di studio sono stati organizzati integrando i percorsi formativi come se si trattasse di un percorso quinquennale avente come unico obiettivo la formazione di restauratori di beni culturali mobili che sappiano affrontare le problematiche relative al restauro, con consapevolezza scientifica e nel rispetto del contesto storico ed artistico di inserimento del manufatto; in particolare, i laureati sono in grado di occuparsi di restauro dei dipinti su supporto ligneo e tessile, delle sculture lignee, dei materiali lapidei e derivati, delle superfici decorate dell’architettura;

considerata la specificità dei corsi, è stato scelto di caratterizzarli con una consistente attività di laboratorio affidata a docenti a contratto provenienti dall’istituto centrale per il restauro (ICR), anche per garantire una formazione in sintonia con le linee-guida del Ministero per i beni culturali.

Ad essi si aggiungono i docenti delle discipline scientifiche e umanistiche, regolarmente incardinati nell’ateneo nei settori scientifico-disciplinari di competenza; la validità dei due corsi di studio è documentata anche dal fatto che gli atenei sono stati segnalati, nelle delibere del consiglio universitario nazionale del 12 settembre 2008 e del 14 gennaio 2009, tra quelli per i quali esso ha espresso parere favorevole a disposizioni transitorie; oggi gli stessi Atenei sono fortemente interessati ad attivare la laurea magistrale a ciclo unico, di recente istituzione, diretta alla formazione di restauratori così come prevista dal decreto ministeriale 26 maggio 2009, n. 87; non è stato emesso il previsto decreto da parte del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca con la nuova tabella per l’offerta formativa per le discipline del restauro in modo da consentire l’avvio dei nuovi corsi nell’anno accademico 2010-2011; non risulta attivato il comitato tecnico del ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e del ministero per i beni e le attività culturali previsto nel decreto che dovrebbe valutare i requisiti e il passaggio dal vecchio e nuovo ordinamento; sarebbe opportuno il riconoscimento del titolo di restauratore per chi si è laureato in queste università, portando avanti fin dalla loro costituzione nell’anno accademico 2000-2001 percorsi formativi del tutto in linea con l’istituto centrale del restauro e delle altre istituzioni per le quali invece sembra si riconosca il titolo con i recenti provvedimenti assunti -: quali siano le intenzioni ed i tempi previsti per la costituzione del comitato tecnico del ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e del ministero per i beni e le attività culturali richiamato in premessa ed i modi ed i tempi per l’emissione di una nuova tabella per l’offerta formativa; se non ritenga giusto con prossimi provvedimenti, anche normativi, equiparare i laureati delle università di Urbino, Palermo e Torino descritti in premessa alle istituzioni per le quali è previsto il riconoscimento automatico del titolo di restauratore.(5-02469)

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