Giornata della memoria: "dimenticare non può essere un'opzione, non lo è mai stato"
Nel 2000 il Parlamento italiano ha istituito per il 27 gennaio il 'Giorno della Memoria' al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
In Italia, la tragedia della Shoah colpì il popolo ebraico con le leggi razziali del ’38 e, successivamente, con le deportazioni, iniziate con l’occupazione nazista avvenuta dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Molte altre persone furono perseguitate dal regime, “colpevoli” di una diversità di idee, di valori, di appartenza etnica o religiosa: omosessuali, disabili, rom, sinti e oppositori politici.
ll nostro Paese, nonostante le gravissime e insopportabili scelte prese in quegli anni, ha saputo trarre un profondo insegnamento dagli errori del passato e proprio partendo dalla loro dolorosa elaborazione ha deciso di costruire la sua identità intorno ai valori della libertà, della dignità dell'uomo, della democrazia e dell'uguaglianza.
Oggi, i valori sui quali si fonda la nostra Repubblica, nata dalla Liberazione, sono più che mai attuali. In una società multiculturale, dove il confronto con l'altro da sè è costante, la Memoria dei drammi del '900 deve essere un preziosissimo antidoto affinchè l’insofferenza e la paura per il diverso, il fastidio e il rigetto per l’integrazione siano osteggiate con forza, in ogni tempo e in ogni luogo. Il momento storico che stiamo vivendo impone di vigilare ogni giorno per impedire che antisemitismo, xenofobia e intolleranza intacchino i nostri valori fondanti e il preziosissimo consolidamento della nostra convivenza civile.

