Serve una Commissione di inchiesta sull’edilizia scolastica: i componenti del PD in commissione cultura hanno presentato una proposta di legge
L'edilizia scolastica e' in uno stato drammatico. I finanziamenti stanziati non riescono ad essere spesi e l'anagrafe dell'edilizia scolastica, nata per essere uno strumento fondamentale per la programmazione, non e' ancora utilizzabile. Siamo arrivati al paradosso: il comitato interministeriale prezzi (Cipe) chiede conto ai due ministri delle Infrastrutture e dell'Istruzione (cioè come chiedere a se stessi) lo stato degli interventi in atto o da realizzare.
Per esempio, le risorse destinate nel 2006, pari a 300 milioni di euro sono state spese soltanto per il 50 per cento. Colpa anche della scelta del governo Berlusconi di esautorare l'azione programmatoria delle Regioni e degli enti locali. Nulla si sa del destino dei 350 milioni di fondi Fas attribuiti lo scorso anno per finanziare 1552 interventi selezionati dal ministero, ma di cui non e' ancora noto l'avvio di assegnazione.
Alla luce di questa drammatica situazione è necessario istituire una commissione di inchiesta per fare luce sull'utilizzo dei fondi destinati all'edilizia scolastica e rispondere alle seguenti domande: come sono stati utilizzati? Quante opere sono state avviate? Che fine ha fatto l'anagrafe dell'edilizia scolastica che, secondo il ministro Gelmini, era già stata completata? A chiedere di vederci chiaro e' il Partito democratico che, durante un convegno sul tema organizzato a Roma, ha lanciato la proposta di una commissione parlamentare ad hoc e ha presentato una proposta di legge alla Camera.

