Profumo una ne pensa e cento ne fa: la pessima idea del reclutamento diretto dei docenti
Prima è arrivato l'annuncio in pompa magna della Regione Lombardia: da settembre reclutamento dei docenti con bandi locali e chiamata diretta dei presidi. Poi una parziale retromarcia del governatore Roberto Formigoni. Tuttavia, nel testo definitivo della legge Sviluppo approvata venerdì scorso si parla di una «sperimentazione d'intesa con il governo». Questa è una proposta chiaramente «incostituzionale» che avrebbe dovuto essere inserita nel lungo elenco delle boutade pensate da Formigoni.
Con il reclutamento diretto, infatti, i presidi-dirigenti della scuola dell'autonomia potrebbero arrivare a scegliersi gli insegnanti, come nelle scuole non statali. La sperimentazione proposta in Lombardia è su contratti annuali, si parla di concorsi differenziati per ciclo di studi con il docente che dovrebbe conoscere e condividere il progetto educativo della scuola che «assume». Questo, brevemente, il senso di questa strampalata proposta.
A questo punto mi sembra importante segnalare alcune questioni. Primo: io credo che la scuola pubblica sia italiana e non lombarda o di un'altra regione. Per questo mi auguro che il ministro Profumo, prima di avviare pericolose e inutili sperimentazioni, voglia impegnarsi sui temi molto più delicati e importanti come, per esempio, gli scatti di anzianità dei docenti, la loro pensione, lo sblocco dei fondi per il tirocinio formativo attivo, l'apertura delle graduatorie agli abilitandi.
Secondo: il Ministro prima di aprire tavoli con singole regioni su questo tema, dovrebbe chiedere alla Regione Lombardia il rispetto delle leggi nazionali e della Costituzione.
Sul piano politico dunque è netta la contrarietà del PD che attraverso la sua responsabile scuola, Francesca Puglisi, ha dichiarato che la scuola “'non è materia sulla quale esercitare la fantasia o una cavia su cui fare esperimenti” e non ha esitato a giudicare la proposta, anche se sperimentale, “pura follia e incostituzionale”.
Per queste ragioni, il 15 febbraio noi del gruppo abbiamo presentato alla Camera un question time proprio per chiedere le ragioni di una scelta tanto avventurosa. Credo sia arrivato il momento che il Ministro Profumo si fermi un attimo a riflettere capendo bene che sono altre le priorità sulle quali è necessario intervenire.La nostra scuola ha bisogno di serenità e non di inutili proclami.

