Il segno della crisi
Ecco cosa accade in Sicilia mentre c’è chi continua a dire e a sostenere che l’Italia sta uscendo dalla crisi meglio e prima di altri Paesi. Ci sono interi settori dell’economia siciliana che sono ormai al collasso. In questi giorni gli operai della Fiat di Termini Imerese e gli agricoltori siciliani hanno manifestato per difendere il proprio posto di lavoro e la loro attività. Tutto questo nella totale indifferenza del governo che non ha fatto un solo atto concreto per tutelare centinaia di famiglie. In questi mesi abbiamo sentito solo parole, solo bugie.
La Fiat di Termini rischia di chiudere i battenti. Termini Imprese ha in questi anni rappresentato un punto di riferimento per un intero comprensorio, per intere famiglie. E adesso non si può sbattere la porta in faccia a chi ha fatto sacrifici per l’azienda e per far crescere la Sicilia. In questi mesi dal ministro Scajola nella migliore delle ipotesi abbiamo sentito solo bugie. I cinesi, l’accordo con l’amministratore delegato.
Di tutto questo non c’è nulla. Termini e il suo indotto sono destinati a un lento e inesorabile declino se ognuno non farà la propria parte. La protesta massiccia di qualche giorno fa che ha anche visto la partecipazione di tanti sindaci del comprensorio termitano, dei figli degli operai e di tanti semplici cittadini richiede la massima attenzione da parte del governo nazionale, regionale e della Fiat. È un dovere di tutti difendere le prospettive occupazionali e di sviluppo della Fiat, come ha fermamente detto il segretario della Cgil Epifani. Dobbiamo tutti salvaguardare il futuro di Termini.
E' da tempo che abbiamo sollevato il tema anche in parlamento come dimostrano gli atti parlamentari dei mesi scorsi che trovate in allegato. Allo stesso modo va salvaguardato il lavoro degli agricoltori siciliani che nei giorni scorsi sono scesi in piazza per difendere le proprie aziende ed attività. Il governo deve rispondere alle richieste di adozione di interventi governativi urgenti e straordinari che riescano a tamponare, quantomeno, la gravissima congiuntura economica del comparto agro-zootecnico.
Gli agricoltori si aspettano l’attivazione di misure idonee a restituire, stabilmente nel tempo, il reddito alle aziende. Queste misure devono essere garantite non solo per la dignità degli agricoltori, cui va la piena solidarietà del Partito Democratico, ma anche per assicurare un efficace sistema di sicurezza alimentare. E ancora, il Governo non può far finta di non vedere quello che è successo a Palermo nelle scorse ore. Tonnellate di rifiuti hanno sommerso la città. La vicenda è nota ai più e ne hanno parlato anche i tg nazionali. Lo sciopero dei netturbini di Palermo, a seguito del rischio della mancata ricapitalizzazione dell’Amia e quindi il conseguente rischio di licenziamenti e stipendi non pagati, ha messo in ginocchio la città. Il principale colpevole è il sindaco Cammarata.
E serve a poco che sia tornato di nuovo a Roma per fare pressing sulla Presidenza del Consiglio dei ministri per ottenere la firma della nuova ordinanza di protezione civile che consentirebbe di pagare gli stipendi di dicembre ai lavoratori dell'Amia. Il punto è che Cammarata non è in grado di governare. Non ha la forza né i numeri. Se tutto ciò, se la Fiat di Termini Imerese, se gli agricoltori, se i netturbini dell’Amia e tanto altro non sono il segno di una crisi che non passa, al netto delle colpe di cattivi amministratori, di cos'altro sono il segno?

