Rubygate, Camera reinvia le carte alla Procura
La Camera ha approvato la relazione di maggioranza della Giunta per le autorizzazioni a procedere sulla richiesta di perquisizioni nell’ufficio del ragionier Spinelli, prontamente trasformato in segreteria politica dell’on. Silvio Berlusconi, nell’ambito del caso Ruby. I voti favorevoli sono stati 315, quelli contrari 298. La relazione approvata prevede il rinvio degli atti alla procura di Milano.
Le motivazioni addotte sono risibili, secondo Maurizio Paniz, intervenuto per il Pdl, il Presidente del Consiglio avrebbe telefonato alla Questura milanese “nella convinzione, vera o sbagliata che fosse, che Karima El Mahroug fosse parente di un presidente di Stato”.La richiesta di restituzione degli atti all’autorità giudiziaria, perché incompetente, rappresenta una forzatura.
La Camera avrebbe dovuto pronunciarsi se autorizzare o meno la perquisizione, nell’esaminare tale richiesta avrebbe dovuto soltanto riscontrare la presenza del fumus persecuzionis.
La Giunta ha proposto un provvedimento diverso rispetto a quanto richiesto dall’autorità giudiziaria. Il regolamento della Camera prevede la restituzione degli atti per i casi in cui la competenza non spetti alla Camera, ma ad esempio al Senato. Spetta alla Magistratura stabilire qual è il giudice naturale al quale Silvio Berlusconi si deve presentare. La restituzione degli atti per incompetenza dell’organo non è previsto dal regolamento della Camera e stabilisce un pericoloso precedente. Viene applicata per la prima volta in un caso molto delicato che va ad incidere sugli equilibri costituzionali.
La maggioranza ha piegato il Regolamento alle esigenze personali del Presidente del Consiglio, che per l’ennesima volta rifiuta di difendersi nel processo, e cerca invece di sfuggire dal processo.
Se, infatti, venisse stabilito che la competenza per il caso Ruby spettasse al Tribunale dei ministri sarebbe necessaria l’autorizzazione della Camera, e Berlusconi sempre impegnato nella campagna acquisti dei deputati, pensa di poterla fare franca.

