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La manovra economica ottiene la fiducia alla Camera

17 Dicembre 2011
Categoria: Politica nazionale

Il decreto “Salva Italia” è stato approvato alla Camera dei Deputati e ora passerà al Senato per il via libera definitivo. Una manovra finanziaria durissima ma necessaria per sostenere il paese in questo momento così drammatico. Ci siamo trovati a un passo dal default e dal collasso dei nostri conti pubblici che si sarebbe tradotto a breve nell'impossibilità da parte dello Stato di pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici e le pensioni.

L’incapacità dimostrata dal governo Berlusconi insieme alla drammatica crisi finanziaria che sta colpendo la zona dell’euro hanno costretto il PD ad assumersi l’onere di una scelta responsabile ma molto sofferta. Una scelta inevitabile che non poteva essere evitata perchè l'alternativa sarebbe stata un avvitamento nella crisi del debito sovrano che ci avrebbe portato rapidamente non alla recessione ma alla distruzione del patrimonio e all'evaporazione del reddito.

Abbiamo fatto tutti gli sforzi possibili per cercare di rendere i provvedimenti della manovra più equi e giusti e per fare in modo che l’impianto complessivo del provvedimento fosse più equilibrato. E qualcosa siamo riusciti ad ottenere: sono salve le pensioni sotto i 1.400 euro dal blocco dell'indicizzazione, è stato predisposto un maxi-prelievo del 15% sulle pensioni oltre i 200.000 euro e risorse aggiuntive verranno reperite dal prelievo sui capitali scudati.

Ricordo, inoltre, la riduzione delle penalizzazioni per ogni anno per i pensionati che vanno in anticipo rispetto ai 62 anni, le deroghe alle nuove regole per i lavoratori che sono in mobilità, la riduzione dell’impatto dello scalone, l’aumento della detrazione dell’ICI o dell’IMU sulla prima casa per le famiglie con più figli, il controllo e la trasparenza sulle operazioni finanziarie,strumento fondamentale della lotta all’evasione, l’esenzione dell’imposta di bollo per facilitare l’accesso ai conti correnti anche alle fasce più deboli.

Tuttavia ci sono una serie di cose che non possiamo accettare, inspiegabili passi indietro del governo su cui un minuto dopo la chiusura del provvedimento sarà necessario aprire una riflessione. L'atteggiamento di resa dell'esecutivo sul tema delle liberalizzazioni oltre ad essere inaccettabile non è in linea con le richieste avanzate dall’Europa e con la necessità di garantire la sacrosanta equità.

Si parla tanto di scelte impopolari e poi ci si ferma di fronte a opzioni che invece sarebbero assolutamente popolari poichè porterebbero nelle casse dello stato soldi, abbasserebbero i costi di molti servizi e metterebbero fine una volta per tutti a ignobili e ingiustificati privilegi. Il governo Monti deve porsi l’obiettivo di condurre una battaglia senza sosta alle lobby e alle corporazioni che impediscono a questo paese di crescere.

Di fronte all’enorme sacrificio chiesto ai cittadini italiani, soprattutto a quelli che – nonostante la drammatica fragilità della loro condizione di vita-sono stati assunti come la base portante per risollevare il paese dal baratro nel quale è piombato, è assolutamente necessario che si dimostri la buona volontà di andare a stanare i privilegi. Sicuramente nei prossimi giorni, quando la febbre si sarà placata, il PD farà sentire la propria voce per le liberalizzazioni, contro le modifiche dell'articolo 18, e a difesa dei lavoratori più colpiti.

Dopo le pensioni, infatti, non sarà certo dall'articolo 18 che si metterà in piedi la riforma del mercato del lavoro. Bisognerà approntare un sistema di ammortizzatori sociali che tuteli chi perde il lavoro magari a 55 anni, e soprattutto pensare ai più giovani. Siamo stati fedeli ai nostri impegni ma da ora in poi non accetteremo di sostenere provvedimenti che non abbiano come principio ispiratore quello dell'equità e della giustizia sociale.

Cio' che non abbiamo ottenuto fin qui ci impegneremo insieme per ottenerlo in futuro.

Dichiarazione di voto di Dario Franceschini
Dichiarazione di voto finale di Pierluigi Bersani
Intervento in Aula di Mario Monti

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