La stretta di Monti sull'Ici
Finalmente Monti ha deciso di dare un bello scossone ai privilegi di cui gode la Chiesa in materia di immobili. La sua proposta, ben accolta dalla Ue che chiedeva da tempo un intervento in questo senso, prevede l'eliminazione delle esenzioni Ici (Imu) per le attività "non esclusivamente commerciali".
Parlo di strutture turistiche, didattiche, sportive e sanitarie che producono -nella maggior parte dei casi- notevoli profitti. Secondo stime non ufficiali dell'Agenzia delle Entrate, si tratterebbe di un potenziale introito di due miliardi di euro l'anno. L'emendamento non avrà vita facile in parlamento e questo la dice lunga sull'atteggiamento con cui molti deputati guardano alla crisi che sta vivendo il nostro paese e alla distribuzione equa dei sacrifici.
Per molti di loro certi privilegi non possono essere intaccati. Io credo invece che sia impensabile che in una fase in cui i cittadini sono chiamati a contribuire duramente al risanamento del paese, la Chiesa continui a beneficiare di una vasta gamma di esenzioni soprattutto, su immobili, nei quali si svolgono attività economiche.
Questo emendamento aiuterà a fare chiarezza nei rapporti tra Stato e Chiesa consentendo anche di evitare al nostro paese la condanna della Commissione europea per aiuti di Stato illegali. Forse qualcosa si muove.

